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 metamorfosi kafkiana in odore di sogno e condanna

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wagena
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MessaggioTitolo: metamorfosi kafkiana in odore di sogno e condanna   Mar Gen 05, 2010 10:46 am

Lui era lì e le dava le spalle, seduto davanti alla finestra. Stava lì da giorni in silenzio, e guardava fuori, un fuori fatto di intricati meandri grigi dai quali, solo in determinate ore e solo per qualche istante, appariva un raggio di luce di Luna.
Lei lo scongiurava da giorni, ''Parlami!'' gli diceva, e gli diceva parole d'amore, da giorni cercava di capire la ragione del suo Silenzio. L'angoscia le chiudeva la gola. Lo amava. Ma nella stanza le sue richieste rimbalzavano sulla schiena di lui, producendo un suono metallico, tornavano indietro e si mescolavano alla polvere delle parole non dette.
Il sonno divenne utopia, lui pareva un obelisco che lei vegliava amorevolmente anche di notte, sperando che da quella bocca uscisse qualche comprensibile suono.
Gli teneva compagnia suonando il violino in sordina, immaginando che quelle dolci note lo avrebbero risvegliato da quel torpore che inesorabilmente e silenziosamente lo stava trasformando.
La stanza era da giorni rigorosamente tenuta al buio da pesanti tende scure, una sorta di sipario che separava la di lui realtà dal passato , mentre ogni inconscia riflessione si schiantava sul muro della Condanna.
Tutto era irrimediabilmente perduto, di umano egli non aveva quasi più nulla e fu quella notte, fu allora, quando l'ultimo raggio obliquo di luna illuminò per un attimo il suo viso deforme riflettendolo nel vetro, fu allora che lei percepì il ghigno compiaciuto del possesso, fu allora che lei si chiese se la Metamorfosi fosse mai iniziata o se unvece l'uomo che le dava le spalle fosse da sempre stato così, il ripugnante insetto che ora appariva.
Si allontanò silenziosamente, andò in dispensa e prese un flacone e tornò giusto in tempo per sentirgli pronunciare, alla solita ora di ogni notte, le uniche parole che ancora sapeva dire ''Dammi il tuo miele ''.
Gli scaricò addosso l'intero flacone di insetticida, avvolgendolo in una nube mortale, lo guardò annaspare e poi gli girò le spalle, chiuse a chiave la porta e gettò via la chiave.
La Metamorfosi di Lei era appena cominciata.
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