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 L'ARCHITETTO ( OVVERO UN RACCONTO CHE NESSUNO LESSE MAI)

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wagena
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MessaggioTitolo: L'ARCHITETTO ( OVVERO UN RACCONTO CHE NESSUNO LESSE MAI)   Lun Lug 27, 2009 1:20 am



Aahhhwww...

che bello sbadigliare, stirarsi al mattino, sgranchirsi i muscoli , e poi poltrire ancora un po', mentre il profumo di caffè comincia a diffondersi nell'aria...eppure non lo sento ancora. Per forza, dev'essere ancora notte, non vedo nessuna luce. Che mania quella di tirare le tende , è così bello svegliarsi piano piano, col chiarore dell'alba che diventa man mano sempre più invadente. Sto perdendo la memoria, non ricordo quel che ho fatto ieri sera... strano che non si sentano i soliti rumori del mattino.
Aahhhhwww...

Ho come un senso di fame , mi sento un po' stordito, annebbiato, e una fitta qui allo stomaco...no, più su. Dannazione! Non ricordo di esserci mai stato qui...ma mi piace questo letto, morbido e confortevole. Chissà dove sono, non ricordo niente di iei sera, sto perdendo la memoria. Troppi psicofarmaci, d'altronde con la vita che faccio non potrei farne a meno. Devo prendere una decisione. Devo dirglielo. Lei mi capirà. D'altronde, non possiamo continuare così, stare insieme solo per motivi di facciata. Si si, mi capirà. D'altronde. Non è facile vivere con un architetto, idee strane...ha voluto la casa senza porte e tutta finestre , larghe vetrate e tanti angoli . Una casa esagonale, futurista, che prende luce da tutti i lati. Ventilazione forzata, temperatura costante. Pareti a specchio. Il suo diamante lo chiama. L'ha progettata lei. Guai però se qualcuno la chiama architetta. Architetto! Sono un Architetto, replica con voce stizzita.
Anch'io mi stizzisco spesso, non mi è mai piaciuto vivere in una casa senza porte, quando sono incazzato non so mai cosa sbattere. E m'incazzo, eh se m'incazzo! Specialmente da quando è diventata gelosa e mi spia continuamente. Mi apre la posta, mi guarda nelle tasche, mi nasconde il cellulare. E curiosa nei messaggi. Non dice niente , ma mi fa i dispetti più atroci. Anche io, se posso, la contraccambio. D'altronde sono anni che non facciamo più sesso. D'altronde.

Aahwwww...continuo a sbadigliare!
Come mai non sento rumori. Ahh! Che dolore lo stomaco, o forse più su.. non so. Come avere un ago nel cuore...passerà. Ma dove sono...non ricordo niente di ieri sera. Ricordo solo che dovevamo andare da qualche parte...e che stranamente lei era di buon umore. Sto perdendo la memoria. Qui a quanto pare non c'è la ventilazione forzata, mi manca l'aria. Ora mi metto di fianco, come piace a me. Lei dormiva sempre supina e pretendeva che anche io stessi immobile nel sonno e, se mi giravo, brontolava. Beh, almeno a letto non ci diamo più fastidio, lei dorme ai piani alti , ci volevo andare io di sopra, ma lei no, disse che non voleva sentire i miei passi sulla sua testa. Ora mi metto di fianco. Ma com'è che non riesco a girarmi, mi sento come legato...
spazio
ho bisogno di spazio

qui non c'è il condizionatore, o forse è rotto, o forse c'è un black out...
aria
mi manca l'aria

e fuori continua ad essere buio. Voglio vedere che ore sono, ci sarà un orologio da qualche parte...e un dannato interruttore. Non riesco a muovermi...perchè non riesco a muovermi...sono come legato...cosa mi è successo ieri sera...non ricordo niente...ah!!! Ecco, sento qualcosa di duro qui al mio fianco...fammi tastare...siiiiii!! Una torcia. Sento che è una torcia. Finalmente posso capire dove diavolo sono finito ...a casa di Valeria, o di Cinzia, o di Patrizia, o di Luca ? O nel solito albergo...ma no, ieri era sabato e le scappatelle le faccio i giorni feriali, ieri eravamo usciti insieme...l'unica cosa che ricordo. Però...strano, sono ancora vestito e inoltre...non ricordo di essere mai andato a letto con le scarpe... e come stringono! Mi sento i piedi gonfi. Forse mi sono ubriacato...non ricordo altro, non ricordo altro... fammi vedere...dov'è quell'accidenti di pulsante...e speriamo non sia scarica. Ah! Ecco!!!!
AHHHH!!!!!!
AHHHHHhhhh!!!!!
AAAAAAAAAAAHHHHHHHH!!!!!!!!


Quando , dopo vent'anni lo riesumarono per far posto ad altri, i becchini inorridirono. Il teschio aveva la bocca spalancata e addirittura la mascella slogata. Doveva aver gridato molto quel poveraccio. Trovarono anche il biglietto, appiccicato dal di dentro sul coperchio. Si leggeva ancora quello che c'era scritto, poche righe in stampatello a caratteri grandi :

Non sei nella casa di nessuno
SEI NELLA CASSA
Bastardo!

L'ispettore di polizia disse che forse s'era trattato di uno di quei rari casi di morte apparente, e che il medico che aveva certificato il decesso per infarto fulminante forse era in buona fede. Cercarono di rintracciarlo, ma risultò deceduto da anni. Venne fuori comunque che non avrebbe potuto certificare un bel niente perchè da tempo radiato dall'Ordine dei medici. La moglie, anzi la vedova , nessuno seppe dire dov'era. Comunque l'Ispettore giunse alla conclusione che, anche se era evidente che non era stata una morte naturale, no, non poteva essere stata lei a combinare qualche vendetta, perchè era risaputo che erano una coppia felice, molto felice, nell'ambiente mondano tutti sapevano che si erano amati molto e che lei lo aveva pianto a lungo prima di vendere tutto e partire per non si sa dove. Disse solo che non riusciva più a vivere in quella casa esagonale piena di specchi. Il caso fu archiviato e nessuno ne parlò mai più. Solo uno scrittore da strapazzo ci scrisse sopra un giorno un racconto dell'incubo , che nessuno lesse mai.
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